Agnese

Agnese

Ti ricorderai certamente di Agnese.

Era considerata la ragazza più bella del nostro liceo.

La bellezza, tuttavia, non era la sua principale virtù.

Tutti erano d’accordo che fosse più intelligente che bella.

Insomma, aveva un fascino particolare.

Nella facoltà di medicina si innamoravano tutti di lei, studenti e professori. Lei lasciò tutti con un palmo di naso, si precipitò a laurearsi, specializzarsi, avere una brillante carriera.

Sposò un uomo che non era degno di lei, dal quale divorziò dopo aver avuto due figlie, splendide quasi quanto lei.

Poi divenne primario nell’ospedale della nostra città, e si sposò di nuovo, con un suo collega.

Nemmeno questo matrimonio andò bene.

Si sa che lei ebbe numerosi amanti, giovani e anziani, nessuno dei quali, però, occupò una parte importante dei suoi pensieri.

Ti chiederai perché parlo di lei al passato.

Pare che ieri notte, in preda ad uno dei suoi attacchi di tedio, che periodicamente la assalivano, abbia bevuto un po’ troppo.

Tornata a casa, ha ingerito farmaci di incerta natura, non si sa se consapevolmente o per sbadataggine.

Stamattina la più grande delle sue figlie l’ha trovata morta nel suo letto.

Sul suo volto invecchiato era rimasto quel sorriso ammaliante, che molti di noi ricorderanno.

Non so dirti perché ti racconto tutto questo.

Per informarti, sicuramente, ma forse principalmente per questo: vorrei condividere con te questo dolore.

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