Agriturismo

Agriturismo

Sono venuto a visitare il parco paleontologico con i miei figli, e siccome siamo arrivati all’ora di pranzo, è stato inevitabile fermarsi a mangiare nell’agriturismo entro il quale il parco è situato.

La sala è piena, è tutto buono, comprese le mosche che si posano dappertutto ma si lasciano allontanare con un gesto della mano, e danno qualcosa da fare tra una portata e l’altra.

Davanti a me l’unico tavolo da due. Lei è una donna a metà strada tra i cinquanta e i sessanta, ancora piacente. Capelli neri e sguardo carnale. Il marito, al confronto, è un povero vecchio, stempiato e grinzoso. Il volto grifagno si volge da tutte le parti, in cerca di qualcosa di interessante da osservare. Parla alla moglie ma lei non gli sta dietro. Maneggia disinvoltamente un iPhone, ogni tanto scrive qualcosa, forse fissa un appuntamento con l’amante, mentre il marito, rassegnato, si dispone ad una laboriosa masticazione, che tradisce una dentatura posticcia.

Accanto a me una classica tavolata da quindici o venti persone, ci dev’essere una ricorrenza da festeggiare, sono individuabili tre generazioni. Il patriarca sta a capotavola, capelli lunghi e barba corta, tutto bianco. Dallo sguardo intuisci la sua noia, ma si lascia trasportare dalla corrente, prende quello che gli capita di buono, e lascia il resto.

Più in fondo ci sono due sorelle con i rispettivi mariti e prole conseguente. La più grande va verso i quarant’anni, ma ha ancora qualche pretesa. Ha una permanente costosa ed è truccata accuratamente, da ristorante in centro. Il marito ha qualche anno in più, barba trascurata, chili di troppo. Hanno due figlie, una quasi adolescente, con gli occhiali, l’altra più giovane di un paio d’anni. La sorella più giovane ha poco più di trent’anni, ha i capelli scuri a differenza della sorella, ed è già sfiorita. Il marito ha l’aspetto di un mariuolo di periferia. Hanno un figlio che sta finendo le elementari e che è innamorato della cugina più piccola.

Tanti altri commensali non faccio in tempo a metterli a fuoco, ma contribuiscono a creare il brusio assordante tipico di questi luoghi, che ti riempie di sollievo quando finalmente ti scoli il tuo liquore di mirto, avviandoti alla cassa.

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