Aquisgrana

Aquisgrana

Il giovane Lorenzo Melargo era in treno, diretto alla città di Aquisgrana, ove il giorno successivo sarebbe iniziato il congresso mondiale dei filosofi del diritto.

Passò un controllore, e Lorenzo, dopo aver esibito il suo biglietto, fece sfoggio del suo fluente tedesco, chiedendogli quanto mancasse ancora ad Aquisgrana.

Il controllore si mostrò stupito, e spiegò che quel treno era diretto da tutt’altra parte.

Lorenzo si agitò, ma non ci mise molto a svegliarsi e a capire che si era trattato di uno dei suoi incubi ricorrenti.

Guardò la sveglia: erano le 3:38. Il suo viaggio sarebbe iniziato solo quasi tre ore dopo.

Cercò senza successo di riaddormentarsi. La sua mente cominciò a vagare, e arrivò allo scritto in onore del professor Jäger, che l’anno dopo avrebbe compiuto settant’anni. Lorenzo aveva deciso genericamente il tema che avrebbe trattato, ma non aveva iniziato nemmeno la raccolta del materiale. Nelle successive tre ore non solo individuò in modo più specifico l’oggetto del suo studio, ma ne decise il titolo, la suddivisione in paragrafi, ne elaborò persino una sorta di prologo, nel quale avrebbe spiegato di sentirsi un pessimo allievo del professor Jäger, il quale certamente avrebbe disapprovato l’intero prologo.

Nel momento in cui la sveglia suonò, lo studio, che poi avrebbe impegnato circa venti pagine del libro Festschriften für Karl Jäger, era praticamente tutto nella testa di Lorenzo, che lo scrisse per intero in due e giorni e mezzo, la settimana successiva.

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