Autocontrollo

Autocontrollo

Nel corso di un’accesa discussione, il signor P. si beccò un sonoro ceffone dalla signorina V., irritata per una sua risposta vagamente sarcastica.

Il signor P. fu su sul punto di reagire violentemente, indeciso se infliggere alla signorina V. un secco manrovescio, che la stendesse sul pavimento, ovvero afferrarla saldamente per le spalle e sbatterle più volte la testa contro il muro, sino a farle sgorgare il sangue dalle orecchie.

Un pensiero, però, gli attraversò la mente, e lo fece immediatamente desistere da quel proposito; o per meglio dire un’immagine: quella del figlioletto treenne che gli correva incontro sorridente.

Si vergognò, e, dopo essersi ricomposto, salutò rispettosamente la signorina V. e si allontanò sereno, sollevato per lo scampato pericolo.

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