Corruzione al palazzo di giustizia

Corruzione al palazzo di giustizia

K. è un uomo di più di sessant’anni, magro, dalla faccia perennemente triste, con pochi capelli grigio topo. Da più di trent’anni vive da solo in un modesto appartamento ereditato dai genitori. Ricopre la carica di cancelliere capo nel tribunale di *******.

Prossimo alla pensione, si invaghisce di C., una giornalista quarantenne ancora più magra di lui, con uno sguardo di ghiaccio che a K. ricorda in modo impressionante Charlotte Rampling, la sua attrice preferita.

C. è una donna intelligente e disinvolta. Le basta uno sguardo per capire che potrebbe esercitare un potere su K. Riesce ad ottenere da lui informazioni riservate, e persino copie di atti segreti, con i quali si costruisce una brillante carriera di cronista d’assalto.

In cambio, si concede carnalmente a K., in media una volta alla settimana. Il coito viene consumato sbrigativamente in una toilette del palazzo di giustizia, riservata al cancelliere capo.

Stamattina, poco prima delle nove, quattro poliziotti entrano nell’ufficio di K.

Lui li guarda, capisce, e rivolge un sorriso triste all’ispettore che tiene in mano l’incartamento relativo al suo arresto. K. sostiene il suo sguardo severo, e non gli dà il tempo di parlare: «Non mi pento di nulla», dice. Poi estrae dal cassetto più in alto della sua scrivania una pistola Smith & Wesson 29, se la infila in bocca e fa fuoco prima che i poliziotti riescano a riprendersi da un misto di sorpresa e paura.

Domani la notizia sarà in prima pagina, sul giornale locale di  *******.

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