Depressione fatale

Depressione fatale

Quando il suo terzo matrimonio entrò in crisi, Roberto Axia cominciò a dubitare.

Dunque era condannato a ripetere tutto ciclicamente?

Questo non poteva essere, perché egli nel frattempo invecchiava, migliorando sotto certi aspetti, peggiorando sotto altri.

Ora sentiva di essere un po’ stanco, un po’ deluso, un po’ meno capace di provare entusiasmo, un po’ meno pronto a risollevarsi.

Decise di prendersi una vacanza.

Per due settimane se ne rimase in montagna, solo, silenzioso. Fece le consuete passeggiate, rimuginò, ebbe momenti di ottimismo, di allegria.

Tornato in città, fu preso da una profonda depressione, che non lo abbandonò più.

Non fu più in grado di lavorare.

Non si sa come riuscì a trascinarsi ancora cinque anni, prima che un male crudele, ma anche misericordioso, se lo portasse via, liberandolo per sempre da se stesso e dal mondo.

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