Il cardinale

Il cardinale

«Che cosa prendi?», chiese il professor G. al suo amico avvocato B.

«Un cappuccino», gli rispose.

«Benissimo», disse il professor G., «Io invece mi prendo un cardinale».

‘Cardinale’, secondo la terminologia del professor G., era quello che oggi si chiama comunemente spritz. Campari, vino bianco, e ghiaccio.

L’avvocato B. strabuzzò gli occhi. Alle nove del mattino gli sembrava presto per prendere quella roba. Non ebbe però il coraggio di prendere posizione apertamente contro l’amico, e gli chiese solo se gli sembrasse opportuno, con quel caldo.

Il professor G., ancora nello stato  di ebbrezza provocatogli da un caffè corretto con grappa preso meno di un’ora prima, gli rispose con la sua consueta flemma: «No, anzi, è rinfrescante».

L’avvocato B. capì in quel momento di avere un amico irrimediabilmente alcolizzato. Dopo averci riflettuto, comprese che, tutto considerato, non era affare suo.

Perciò proseguì la conversazione come se niente fosse. Anche questo faceva parte della loro amicizia.

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