Il culturista

Il culturista

Franco dorme, e si sogna già Mister Olympia.

Sogna di esibire le sue cosce da Tom Platz, le sue braccia da 55 centimetri, i suoi addominali scolpiti, i suoi dorsali mostruosi, e di essere accecato dai flash dei fotografi.

Non sa, Franco, che questo sarà il suo ultimo sogno.

Stanotte il suo cuore si fermerà, ed egli non si risveglierà. Il suo quintale di muscoli tra pochi giorni sarà soltanto carne in putrefazione dentro una cassa sigillata.

L’autopsia accerterà, ma solo tra un mese, che è stato un difetto congenito a fermare il cuore di Franco.

Nel frattempo però i quotidiani avranno già fatto capire che si tratta di una morte dovuta agli anabolizzanti, all’ormone somatotropo, alle tante schifezze che i culturisti prendono per diventare meravigliosi mostri.

Perché le ingiustizie, caro Franco, quasi mai vengono da sole.

Se non altro, sei morto felice.

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