Il fascino delle fiamme

Il fascino delle fiamme

I fulmini, caduti con accanimento sconvolgente sulla parte opposta della città, avevano causato alcuni incendi, i quali si erano rapidamente sviluppati, sino al punto da unirsi tra loro e formare un unico, impressionante incendio, che minacciava ormai tutta la città.

Carlo Borgg lo guardava da lontano, affascinato, e, nonostante la paura, restava imbambolato, quasi in trance, davanti alle fiamme alte decine di metri.

Ci volle uno sforzo notevole perché girasse la schiena a quello splendido spettacolo e si dirigesse verso la stazione, per allontanarsi dalla città. Tuttavia a causa dell’incendio già non funzionavano più i treni, perciò Carlo Borgg dovette allontanarsi a piedi.

La cosa ormai era urgente; eppure trovò ancora il tempo di voltarsi un’ultima volta e guardare là, ad ovest della città, dove le fiamme, ormai incontrollabili, procedevano minacciose verso di lui.

2 commenti

  • Anna Maria ha detto:

    L’atmosfera ricorda quelle di alcuni racconti brevi di Dino Buzzati.

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