Il filosofo

Il filosofo

Pur non avendo fatto studi filosofici, Igor Kabboi in paese era noto come “il filosofo”. Principalmente, per la sua austera stravaganza. Aveva da tempo compiuto gli ottant’anni, non si era mai sposato e viveva da solo. Tutti i giorni usciva di casa alle otto di mattina, vestito in modo impeccabile, e faceva una passeggiata igienica di circa un’ora, seguendo sempre lo stesso percorso. I vecchi del paese avevano preso l’abitudine di regolare l’orologio al suo passaggio, perché Igor era puntualissimo nell’uscire e seguiva sempre lo stesso percorso, con lo stesso passo regolare. Al termine della passeggiata si recava a fare la spesa, con la quale comprava quello che avrebbe mangiato a pranzo e a cena, e per la colazione del giorno dopo. Spendeva tra i cinque e i sei euro, che era quel che poteva permettersi con la sua pensione.

Per il resto della giornata, non lo si vedeva più. Si diceva che passasse il tempo a leggere e forse a scrivere. Certo non a guardare la televisione, visto che era sfornito di televisore e aveva solo una di quelle vecchie radio col frontale pieno di nomi di città.

Una mattina accadde che Igor non fu visto passare per il paese. La cosa non passò inosservata, e qualcuno si allarmò, e pensò che stesse male. Igor non comparve neppure il giorno dopo. Qualcuno allora andò a bussare alla sua porta. Nessuno rispose.

Furono allora interessati della cosa i carabinieri, i quali trovarono il modo di entrare in casa di Igor senza fare danni. L’odore di carne in putrefazione li guidò verso la camera da letto. Lo trovarono steso nel letto, vestito di tutto punto, con la bocca aperta, quasi a cercare l’aria che non arrivava più ai polmoni. Sul comodino, uno svuotatasche di ottone, col fondo foderato di velluto blu, raccoglieva ordinatamente monete di tutti i tagli. Il verbale dei carabinieri le indicò analiticamente: quattro da due euro, sette da un euro, sei da cinquanta centesimi, cinque da venti centesimi, dieci da dieci centesimi, due da cinque centesimi, quattro da due centesimi. Solo una da un centesimo.

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