Il ragno

Il ragno

Aurelio stava per mettere in moto la sua vecchia 500 parcheggiata in via D’Ambrosio, quando vide un ragno calarsi dalla parte superiore del parabrezza, proprio davanti ai suoi occhi.

Ebbe un moto di insofferenza.

Era in ritardo, ma il suo amore per i ragni era troppo forte. Afferrò delicatamente l’animale e scese dalla macchina, dirigendosi verso l’aiuola più vicina, che era a circa cinquanta metri.

Quando era giunto a metà strada, si accorse di due automobili che si stavano fermando accanto alla sua. Si pentì di aver lasciato la portiera aperta, e fu sul punto di tornare indietro, pensando al borsello che aveva lasciato in bella mostra sul sedile del passeggero.

Si rassicurò solo quando vide scendere da una delle auto il dottor Fiorellino, sostituto procuratore della Repubblica, accompagnato dalla sua scorta di poliziotti. Il magistrato, come di consueto, veniva a far visita alla madre, che abitava nello stesso condominio di Aurelio. Decise allora di completare l’operazione di salvataggio del ragno.

Giunto all’aiuola, si chinò e aprì la mano, in modo da liberare il ragno. Quello non se lo fece ripetere due volte e sgattaiolò via rapidamente.

Aurelio lo accompagnò con lo sguardo.

Mentre si girava per tornare alla sua auto, udì l’esplosione.

Restò stordito per qualche secondo, non riuscendo a capire che cosa fosse successo.

Vide tre auto distrutte, e tra queste la sua. Qualcuno si lamentava disperatamente.

Allora Aurelio capì che, decidendo di salvare il ragno, aveva salvato anche se stesso.

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