La fine di Tom

La fine di Tom

Non aveva notizie di Tom da una settimana. Infine, decise di preoccuparsi. Non era da Tom scomparire per una settimana senza dire nulla. Si ricordò dei tanti tristi presentimenti dimostratisi privi di fondamento, e coltivò l’intima convinzione che anche stavolta ci sarebbe stata una spiegazione banale, e ci avrebbero riso su.

Solo che Tom aveva trascurato di fare una curva sulla statale, una settimana prima, intorno alle tre di notte; col risultato che la sua autovettura era schizzata da una parte all’altra del piccolo canyon, infrangendosi sulla montagna opposta, ed era infine rotolata lentamente giù, finendo nel fiumicciatolo sottostante.

Quando la ritrovarono, dentro di essa vi era il cadavere di Tom «in avanzato stato di decomposizione» (così scrisse, con giusto lirismo, il quotidiano locale).

Prima di morire rimase cosciente alcune ore, ed ebbe il tempo di rendersi conto che non sarebbe stato ritrovato in tempo, che tutti i suoi affari importanti sarebbero rimasti lì, che qualcun altro se ne sarebbe occupato (o forse no), che non era un brutto sogno, che non si sarebbe più risvegliato.

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