La legge elettorale

La legge elettorale

Il problema della legge elettorale è che viene scritta da persone interessate in prima persona all’esito delle elezioni. E’ un caso di colossale, misconosciuto conflitto di interessi.

Il problema viene aggravato dal fatto che in Italia, come (almeno) nella maggior parte dei paesi del mondo, si tratta di una legge ordinaria, che può essere modificata in qualunque momento dalla maggioranza parlamentare di quel momento.

Non sorprende allora che, in prossimità delle elezioni, una maggioranza parlamentare sia tentata di modificare la legge elettorale a proprio vantaggio (tenendo conto dei sondaggi elettorali che ormai si fanno tutti i giorni): per conservare la maggioranza, per ampliarla, per limitare i danni in caso di sconfitta prevista.

Se siamo d’accordo che questo sia un male, dovremmo trovare un’alternativa a questo sistema.

La prima che mi viene in mente consiste nell’attribuire la competenza per la modifica della legge elettorale ad un organo diverso dal parlamento. La corte costituzionale, ad esempio, oppure, meglio ancora, un organo ad hoc, i cui componenti dovrebbero essere eletti direttamente dai cittadini. Potrebbe essere opportuno stabilire inoltre un tempo minimo (direi almeno venti anni) prima che la legge in vigore sia modificata. Ciò, per evitare tentazioni di pressioni dei partiti maggiori in prossimità di ciascuna elezione.

Andrebbe ancora meglio, secondo me, che la legge elettorale fosse una legge costituzionale. In questo modo sarebbe difficile modificarla ad ogni tornata elettorale, salvo che in senso ampiamente condiviso dal parlamento in carica.

Perché di tutto abbiamo bisogno, fuorché di discutere per intere legislature sulla legge elettorale.

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