La puzza

La puzza

Salvatore è un bel ragazzo alto e forte.

Ha dovuto abbandonare gli studi in quinta ginnasio, a causa dell’improvvisa morte del padre, che gli lascia altri cinque figli più piccoli da allevare e un po’ di bestiame minuto, pecore e capre.

Salvatore è un ragazzo intelligente e pieno di iniziativa. Ben presto il gregge si espande, e a poco più di vent’anni Salvatore è il principale allevatore del paese. Compra terreni a quattro soldi, per disporre di nuovi pascoli, e inizia qualche coltivazione. Diventa quello che in Sardegna si chiama un possidente.

Sulla soglia dei trent’anni, con i fratelli e le sorelle ormai in grado di badare a se stessi, la madre vecchierella ma sempre attiva, Salvatore pensa che sia arrivato il momento di pensare a sé. Vuole una famiglia con tanti figli, che dia senso al suo lavoro e alla sua intraprendenza. Pensa di aver diritto al meglio, e come moglie vorrebbe Mariolina, considerata la più bella ragazza del paese. Ella, figlia di borghesi, si sente sprecata e rifiuta la proposta di matrimonio. Con sussiego risponde al pretendente che egli sì, sarebbe magari un buon partito, ma ella non tollera l’odore del bestiame che si porta addosso da sempre: «non sopporto la tua puzza di capra», gli dice brutalmente.

Salvatore ne è ferito, ma non è uomo abituato al pianto. Ripiega su Rosa, la maestra elementare. Ragazza dalle forme più secche, ma dall’intelligenza più viva. Di Salvatore ammira il fisico prestante e l’ingegno. Della puzza non si avvede, o sa come ovviare ad essa. Sarà una buona moglie, ed eccellente madre di quattro figli, tutti maschi.

Nel frattempo Salvatore non si ferma. Entra in politica, diventa sindaco del paese, poi consigliere regionale. Dopo due legislature abbandona il consiglio per entrare in parlamento come deputato.

In paese è considerato una divinità. I terreni acquistati da ragazzo sono diventati edificabili, ed egli li ha venduti ricavandone miliardi. Si è conservato diecimila metri quadrati sopra il campo sportivo, dove costruisce una casa immensa circondata da alberi e fiori.

Una domenica mattina va a messa, da solo. Riceve le reverenze dei compaesani, e saluta cordialmente il parroco, suo grande elettore. All’uscita, scorge una donna di mezza età, ormai sfiorita, in compagnia del marito grasso e calvo, direttore della filiale locale della principale banca regionale. E’ Mariolina, che lo vede e subito distoglie lo sguardo. Salvatore è sul punto di spiccare un balzo e presentarsi davanti a lei, per porgerle la manica della sua giacca di velluto, e chiederle se senta ancora la puzza. Sennonché si accorge in tempo che sarebbe soddisfazione da uomo misero, quale egli non ritiene di essere.

Si allontana ormai privo di risentimento, dispensando sorrisi.

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