L’incubo

L’incubo

Almeno una volta alla settimana, Giovanni fa lo stesso sogno, con poche varianti.

Si trova in un ambiente brullo, a lui sconosciuto, mentre guida il suo SUV nero.

Percorre una strada che diventa sempre più malagevole, sino a quando è troppo stretta per proseguire. Giovanni deve fermarsi e non è più in grado di avanzare, né di retrocedere.

Stamattina sarà la centesima volta, grosso modo.

Per la prima volta, si rende conto della ripetitività del sogno, e si chiede se esso abbia una significato.

«Magari», pensa, «domani mi portano in ospedale con un’arteria ostruita».

Riflette sull’opportunità di andare da un medico a farsi controllare.

Poi si sente ridicolo.

Se un senso ce l’ha, quel sogno ricorrente vuole dirgli solo questo: andare avanti, per lui, è qualcosa di sempre meno attraente.

«È la vita che mi si sta restringendo», pensa, «non un’arteria».

«E non c’è rimedio».

«Non c’è».

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