Lo scolapiatti

Lo scolapiatti

Hermann sbatté violentemente la testa contro lo spigolo di una portina dello scolapiatti. Si afflosciò come un pupazzo, finendo in terra, seduto, con le spalle poggiate al muro. Non riusciva a capire che cosa gli fosse successo. Si toccò la testa, in un punto in cui sentiva un dolore nauseabondo. Sentì che la mano diventava umida, e la guardò. Era piena di sangue. Ne fu rammaricato, e cominciò ad essergli chiaro in che modo era arrivato a quella situazione. Dopo essere rimasto seduto per cinque minuti buoni, constatò che l’emorragia sulla testa si era fermata. Solo un piccolo rivolo di sangue era colato sul lato sinistro del suo volto, sino a sfiorare l’occhio, e si era raggrumato, fermandosi poco sopra lo zigomo. Sprofondò nella depressione, e sentì un forte desiderio di dormire, al quale, però, volle resistere. Si alzò, e telefonò al proprio medico di famiglia. Occupato. Scosse la tesa, sconsolato, e capì che non era la sua giornata.

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