Sala d’attesa

Sala d’attesa

L’avvocato Gennaro Sansone entrò nel poliambulatorio alle dieci meno cinque.

Aveva appuntamento per una visita di controllo con l’oculista alle dieci, cosicché fu leggermente allarmato, quando vide che nella sala erano già presenti quattro persone. Apprese però con sollievo che erano lì non per l’oculista, come lui, ma per l’urologo.

Gennaro si sedette di fronte a loro e le scrutò intensamente, per provare a scoprire qualcosa di loro.

Volle provare ad indovinare quale fosse il problema che li aveva portati a fissare un appuntamento con un urologo, il cui studio si trovava a fianco di quello dell’oculista.

Sull’angolo sinistro della parete davanti a Gennaro stava un ragazzo di nemmeno trent’anni, troppo magro per essere sano. Problemi con i reni, probabilmente.

Accanto a lui stava un uomo anziano, di settant’anni o forse più, con in mano una busta di quelle che normalmente custodiscono referti di analisi mediche. A lui Gennaro attribuì la prostata ingrossata, e qualche problema collegato alla minzione. Chissà quanto aveva di PSA.

Lo schieramento era completato da una coppia intorno ai cinquant’anni. L’uomo, dalla testa rasata e dall’aspetto sportivo, aveva anch’egli in mano il referto di esami medici. Lavorava in banca. La moglie, secca secca, capelli corti fintobiondi, orecchini di perle e occhiali colorati, gli parlava fitto fitto con aria molto seria, ed egli ascoltava rassegnato.

Era probabilmente un caso di disfunzione erettile. L’uomo era stato verosimilmente trascinato lì dalla moglie, allarmata dalla sopraggiunta inefficienza amatoria del marito. Gennaro ipotizzò che fossero sposati da almeno un quarto di secolo. Forse l’unico problema del marito era una fisiologica riduzione della libido, favorita dall’abitudine e magari dalla rigidità della moglie, poco incline ad assecondare la ricerca di novità del marito. La novità, pensò Gennaro, l’avrebbe presto trovata nell’alcova di qualche collega di lavoro, divorziata o single di lungo corso, con la quale avrebbe dato sfogo ad una fantasia insospettabile in un bancario.

Mentre cercava di indovinare il seguito, Gennaro fu chiamato dall’oculista per fare la visita. Si alzò ed entrò nel suo studio, dopo aver lanciato al bancario un ultimo sguardo di compatimento.

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