Salvato dall’amore

Salvato dall’amore

Gastone va alla deriva, da più di tre anni.

Dopo la morte della moglie si è lasciato sopraffare dall’età.

Non ha ancora settant’anni, ma ha l’aspetto di un centenario. Tanti acciacchi, tante medicine, cibo disordinato, alcool in abbondanza.

Una mattina scopre di non essere più interessato alla vita. Si guarda allo specchio, e capisce di essere già morto.

Si ubriaca ed esce di casa. Va all’emporio, e compra tre metri di corda. Sa già come fare il nodo, e dove appenderla.

Chiude la porta di casa, e pensa se sia meglio indossare il vestito della domenica, per farsi trovare in ordine.

Suona il campanello.

Irritato, apre la porta, pronto a liquidare il seccatore in modo sgarbato (oggi finalmente se lo può permettere).

Viene ammansito dal sorriso solare di una bella signora, mai vista. Pensa che sia una testimone di Geova, e già programma di farla entrare e di prenderla in giro, fingendo una conversione improbabile, per poi andare di sotto ad impiccarsi appena lei va via.

Invece è una nuova vicina.

Viene per presentarsi, fare conoscenza, chiedere informazioni.

Gastone la sente parlare, la guarda, viene rapidamente conquistato dalla sua voce melodiosa e dal suo aspetto pieno di vita.

Offre di fare un caffè, lei accetta, così quell’incontro piacevole si prolunga di un quarto d’ora. Infine si salutano e lei se ne va.

Gastone sente che improvvisamente il sangue ha ripreso a scorrergli nelle vene, dopo tanto tempo.

Sta seduto in poltrona per dieci minuti, e pensa, pensa, pensa.

Poi si alza, prende un sacco della spazzatura, ci mette dentro la corda appena comprata, tutte le sue bottiglie di vino e di liquore, tutte le scatole di medicine che prende tutti i giorni. Per la prima volta le conta: sono sette.

Chiude il sacco e lo mette fuori di casa.

Poi scende in cantina, tira fuori quattro coppie di manubri di ghisa, e li dispone con cura davanti a sé, su una mensola.

Poi tira su le braccia, parallele al suolo, e prova un’accosciata.

Mentre si risolleva, sente un dolore acutissimo alle ginocchia, ma continua. Ripete otto volte, poi si ferma due minuti, ed esegue un’altra serie di otto accosciate.

Poi prenderà i manubri, ed eseguirà alcuni esercizi per le braccia e le spalle. I suoi muscoli inflacciditi da tempo urlano di dolore, ma Gastone non si ferma. Sente il dolore, e gli sembra che sia quello di un parto. E c’è qualcosa di vero in quella sensazione, perché Gastone sta rinascendo.

Sono passati sei mesi.

Gastone lavora in giardino, a torso nudo. Esibisce un corpo asciutto, muscoloso ed abbronzato.

Vede il marito della vicina che esce di casa per andare al lavoro, e lo saluta col suo solito muso lungo. Gastone risponde cordialmente, e gli augura buon lavoro.

Pochi minuti dopo, esce la vicina, radiosa come sempre, e con la sua grazia consueta gli dice che ha appena fatto il caffè, e gli chiede se gradisce gustarne una tazzina.

Gastone certo che gradisce. Mette la maglietta, attraversa la siepe di confine, ed entra.

Gusta il caffè, poi gusta la vicina, prima in cucina e poi in camera da letto.

E si sente vivo, come non è mai stato prima.

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