Specchio

Specchio

Svegliatosi tardi, Stuart Beaumont dovette uscire di casa dopo essersi lavato frettolosamente.

In metropolitana notò che alcune donne lo osservavano più del solito, qualcuna con aria divertita, qualcuna tradendo il disgusto. Erano abbastanza distanti, perciò non poteva trattarsi del suo odore. Si trattava di qualcosa che aveva a che fare col suo aspetto. Cercò di pettinarsi alla bell’e meglio, ma aveva bisogno di uno specchio. Dovette resistere sino alla fermata.

Uscito dalla stazione, si infilò subito nei grandi magazzini, reparto abbigliamento, ove potè scrutarsi con calma in uno specchio.

Semplicemente, sul suo mento era presente una pappetta biancastra, residui di dentifricio che potevano essere presi anche per bava; ciò che, in un primo tempo, lo fece sentire abbastanza imbarazzato.

Giunse di corsa in ufficio, si precipitò in bagno, si pulì accuratamente e giunse davanti alla sua scrivania sbuffando. Poi ci rise sopra: «in fin dei conti non ho il cancro, e mancano anche quindici giorni al prossimo affitto…».

Così la giornata fu salvata, e Stuart Beaumont riacquistò il suo abituale buonumore.

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