Un vecchio

Un vecchio

Tiberio Radi è un vecchio barbogio che vive solo da tanti anni.

La moglie l’ha lasciato da un pezzo, portata via da una brutta malattia.

I figli, quattro, vivono tutti lontano e si guardano bene dal fargli visita, per tante ragioni. Sono anziani anche loro, e temono di doversi sobbarcare anche il vegliardo, sempre meno lucido e sempre meno sopportabile.

Per il suo novantaquattresimo compleanno Tiberio si è regalato una carabina nitro-piston a canna basculante, calibro 4,5 mm, lunghezza 1.080 mm, peso 4,1 kg, calciatura sniper in polimero.

Se la prende in braccio e si accomoda nella sua vecchia poltrona davanti alla finestra che dà sul giardino della sua casa.

Col cannocchiale fruga in mezzo ai rami della vecchia quercia che ormai si estende incontrollata per la maggior parte del giardino.

Con ostentata calma mira sull’incauto volatile che, ignaro, soggiorna quieto sul ramo, intento a riposare o defecare.

Un colpo secco e va giù. Per i piccoli mira al bersaglio grosso. Per le tortore, il cui grasso corpo è spesso in grado di assorbire il colpo, mira alla testa. Non fallisce quasi mai.

Dei cadaveri si disinteressa. Se ne occupano i gatti del vicinato, nottetempo. Alle carcasse provvedono le formiche nel corso del giorno.

Così gli ultimi giorni del vecchio scorrono placidi, consumati da questo inconsueto tiro a segno, da qualche pasto senza pretese, da un bicchiere di vino quando serve.

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