Una causa vinta

Una causa vinta

La grassa faccia del vecchio avvocato Pregadio si illumina, mentre la d.ssa M. legge la sentenza favorevole al suo cliente.

Nel momento in cui il giudice declama la liquidazione delle spese legali l’avvocato Pregadio chiude gli occhi, come se stesse annusando un piatto prelibato. In un attimo scorre nella sua mente un elenco di tutte le cose che farà con quella montagna di soldi.

Finita la lettura, l’avvocato ringrazia con deferenza il giudice e porge la mano all’avvocato dell’assicurazione, che di malavoglia porge la sua.

Ecco ora l’avvocato Pregadio che trotterella felice verso l’uscita del palazzo di giustizia.

Passando di fronte al bar, si blocca ed ha l’ispirazione. Vuole fare qualcosa che non ha mai fatto in più di trent’anni di professione.

Entra nel bar, e con noncuranza ordina un “cardinale”. Si tratta di una bevanda composta da bitter Campari e vino bianco frizzante, con abbondante ghiaccio.

Ricevuto il calice, lo guarda con interesse, facendo cozzare tra loro i cubetti di ghiaccio. In quel momento passa una bella collega di poco più di trent’anni. L’avvocato Pregadio solleva il calice verso di lei a mo’ di saluto, e nel frattempo si abbandona ad un pensiero lubrico. Lei ricambia con un sorriso schifato e si defila rapidamente.

Ora l’avvocato beve, e si abbandona all’appagamento.

Non sa, l’avvocato Pregadio, che la sua fortuna finisce oggi.

Appena uscito dal Palazzo, stordito dall’alcol, attraverserà la strada con passo imprudente, sarà investito da un taxi e sarà ricoverato d’urgenza in ospedale, dove cesserà di vivere dopo due giorni di agonia.

All’avvocato Pregadio resterà la soddisfazione di una grossa causa vinta; ad incassare, però, sarà la sua vedova.

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