Il sistema fiscale che vorrei

Il sistema fiscale che vorrei

Uno degli articoli più inattuati della Costituzione italiana è quello individuato dal numero 53, nella parte in cui prevede che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività.

Il sistema tributario italiano è infatti profondamente regressivo. La progressività è prevista solo per l’imposta sul reddito. Le imposte sui consumi (IVA e accise), determinano invece un effetto completamente opposto. Gli individui più ricchi consumano certamente più di quelli più poveri, ma mai in misura proporzionale rispetto alle rispettive ricchezze.

Il sistema tributario italiano è inoltre profondamente iniquo riguardo alla tassazione del patrimonio. Intanto perché non esiste alcun criterio di progressività. Inoltre, perché sostanzialmente viene tassato solo il patrimonio immobiliare.

Ecco come mi piacerebbe invece che fosse il nostro sistema tributario. I dati che indicherò sono indicativi, e vanno verificati alla luce delle esigenze di bilancio; ciò che conta è il sistema complessivo.

Imposta sul reddito. Identica per persone e imprese, e fortemente progressiva. Una fascia di esenzione sino a 20.000 euro; aliquote del 10% sino a 50.000 euro, del 20% sino a 100.000, del 30% sino a 500.000 mila, del 40% sino a un milione, del 50% oltre il milione.

Imposte sui consumi. Via tutte le accise e l’IVA sulle locazioni. Esenzione per la vendita di particolari beni, come libri, frutta e verdura. Aliquota del 10% per le attività di lavoro autonomo, del 20% per la vendita di beni non compresi in altre categorie, del 30% per la vendita di beni di lusso.

Imposta sul patrimonio. Vorrei un’imposta progressiva unica applicata sull’intero patrimonio, mobiliare (azioni, obbligazioni, quote di fondi, trust, etc.) e immobiliare. Per quest’ultimo sostituirebbe anche l’imposta sul reddito da locazione. Non mi interessa che tu dia o in meno in affitto, paghi un’imposta proporzionata al tuo patrimonio complessivo, così sei motivato a trarre dai tuoi beni il maggior reddito possibile. Qui la prima cosa da considerare è che i valori da prendere come riferimento devono essere quelli di mercato. Servirà pertanto un lavoro importante per stimare in modo corretto i valori dei singoli beni. Le aliquote: esenzione sino a mezzo milione di euro, 1% sino a un milione, 2% sino a tre milioni, 3% sino a cinque milioni, 4% oltre i cinque milioni. Questo servirebbe a limitare la concentrazione di ricchezza nelle mani di una porzione sempre più esigua della popolazione, oltre che a favorire un’equa redistribuzione della ricchezza. Poiché questa è un’imposta che andrebbe applicata annualmente, sostituirebbe le imposte relative alle successioni, che non avrebbero più ragione di esistere.