Sogno di una notte di mezza estate

Sogno di una notte di mezza estate

Aspetto l’autobus, e tarda.

Ora comincia anche a piovere.

Dannazione!

Un momento: dove dovrebbe passare l’autobus, visto che in mezzo alla strada ci sono i tavolini di un bar, affollati da giovani allegri, in gran parte già ubriachi, che mi guardano con aria irridente?

Ho capito, e mentre mi allontano una voce premurosa sussurra: «Signore, guardi che qui l’autobus non passa più».

Sono seccato, piove e non ho idea di dove sia la nuova fermata dell’autobus.

Mi dirigo verso il capolinea — quello almeno non sarà cambiato — e sono colpito da un’illuminazione.

Sono venuto in macchina!

Non posso tornare in autobus, diamine!

Ed ecco che improvvisamente mi torna il buonumore.

Già, ma dove ho lasciato la macchina?

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