Il sistema elettorale di Enotria

Il sistema elettorale di Enotria

Dormo poco, ma sogno molto.

L’altra notte ho sognato di essere a pranzo con un abitante di Enotria, il quale mi spiegava il sistema elettorale per l’elezione del parlamento del suo Paese.

Dunque ad Enotria esiste un parlamento monocamerale, composto da cento membri di età non inferiore a trent’anni.

L’elezione dei membri avviene con cadenza quadriennale.

Possono partecipare alle elezioni partiti esistenti da almeno due anni, con liste di cento candidati che valgono per l’intero Paese. Condizione per l’ammissione alle elezioni è che un numero di cittadini pari almeno allo 0,1% degli aventi diritti al voto abbiano firmato a favore di quel partito entro l’anno precedente le elezioni. Ogni elettore può firmare solo per un partito per ciascuna elezione.

Entrano in parlamento tutti i partiti o le coalizioni che raggiungono l’1 per cento dei voti validi. A ciascun partito o coalizione viene attributo un numero di parlamentari pari ai punti percentuali ottenuti. Sono eletti i candidati che hanno ottenuto più preferenze. Tutti i seggi non assegnati (corrispondenti ai “resti”) sono attribuiti al partito che ottiene il maggior numero di voti.

Sembrerebbe, a prima vista, un sistema proporzionale abbastanza rigido, con sbarramento basso e piccola correzione della proporzionalità a favore del partito principale.

In realtà è un sistema che consente risultati bizzarri. È possibile che un partito che riceve l’1% dei voti ottenga tutti i seggi, se si presentano una miriade di partiti, nessuno dei quali raggiunga l’1%.

Quello che normalmente avviene, tuttavia, è che alle elezioni si presentano due grandi coalizioni, che si contendono la maggioranza relativa dei voti, cui corrisponde, il più delle volte, la maggioranza assoluta dei seggi, grazie all’incameramento dei “resti” degli altri partiti e della presenza di numerose liste che non raggiungono l’1%.

Il mio commensale mi ha spiegato che questo sistema elettorale, in vigore dalla fondazione di Enotria, ha sempre funzionato bene, tanto che nessuno ha mai proposto di cambiarlo.

Chi vince governa, da solo o con la collaborazione di un partito minore.

In un solo caso, tanti anni fa, vi fu un governo di grande coalizione tra i primi due partiti. Oltre ad essi era entrato in parlamento solo un terzo partito, il quale aveva però posizioni inconciliabili con quelle del partito vincitore. Quest’ultimo scelse il male minore, alleandosi, per una volta, col suo avversario principale.

Quando mi sono svegliato, mi sono chiesto se il sistema elettorale di Enotria potrebbe funzionare anche in Italia.

Sono giunto ad una conclusione negativa: troppo semplice questo sistema, e troppo forte la voglia di cambiare dei nostri partiti, al solo scopo di frodare gli avversari.

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